Io non lo so perchè mi sta prendendo così. Proprio non lo so. Mi sento sola. Punto. Stop. E' che ho trovato lavoro.. mi pagano, mi versano i contributi.. è una cosa bella no? e allora perchè mi sento piena di cose futili? piena di cose da fare, ogni giorno! Poi arriva sera, e resto sola. Arriva sera, resto sola e penso che queste cose belle le vorrei condividere con qualcuno. Con una persona che possa capire. Con chi è sulla mia stessa lunghezza d'onda, che se piango non cerca di farmi ridere a tutti i costi, ma che cerchi di capire i motivi delle mie lacrime. Con una persona che possa essere cosciente di se.. almeno quanto lo sono io di me. Io faccio fatica ogni giorno, a pensare, a capire... ad andare al nocciolo della questione. Poi magari arriva qualcuno che dice semplicemente "dai io ti voglio bene, lo sai no?" ma che cazzo c'entra?? Non è mica in discussione il bene. E squilla il telefono, e dall'altro capo del filo, il mio migliore amico che mi dice della festa della ragazza del fratello dell'ex storico, e inizio a piangere per telefono. Piango come una scema, perchè il mio amico non lo vedo da 3 mesi, e lui invece di stare con me se ne va a quella festa, dove so benissimo chi ci sarà. Lui è mio amico, e va alla festa di quella che era una persona vicina a me, a noi, a quello che ero 2 anni fa. Sta cosa mi fa piangere. La vita è andata avanti, quella di tutti anche la mia, ma nel mio cuore c'è ancora il ricordo di quello che ero, che ho vissuto e che eravamo. In lui forse no. S'è trasferito, non è più a Napoli. Ha dato un taglio netto a questa città. Un pò l'unico filo che ci teneva uniti, o meglio che io credevo, inconsapevolmente, ci tenesse uniti. Lui ora è lontano. Lontano non solo nei sentimenti, anche fisicamente. Io non posso dire di averlo dimenticato, sarebbe una cazzata, posso dire che ora sto bene, che non sto più male per lui, che ho ripreso a vivere, che cerco faticosamente di volare, ma nel profondo c'è ancora l'eco di quella che ero, che ero con lui, che eravamo noi. Perchè io i momenti belli non me li sono dimenticati. Anzi ora sono gli unici che mi vengono in mente. Avevo le farfalle nello stomaco, quelle me le ricordo. Quando mi sfiorava anche solo con lo sguardo da lontano, sapevo che lui capiva. Mi capiva con lo sguardo. Però questa era solo una mia percezione, solo mia. Per lui non era così.., non era così se no avrebbe mantenuto le promesse, e non avrebbe tradito la persona che diceva di amare, la storia nella quale diceva di credere. Ero io che ci credevo. Solo io. E quanto è stato difficile..eh, mandarla avanti per un pò da sola???
Poi arriva Marco che sta chiuso in gabbia. Che non riesce ad essere libero. Che non riesce a vivere se stesso, me, e le emozioni in modo sano. Quando ci sono emozioni si chiude a riccio, anche quando si parla delle mie. Inizia a sparare minchiate che in me risuonano come rifiuti, anche se so non essere consapevoli. Però ad oggi io mica lo so se ho voglia di una storia così. Io voglio altre cose, voglio che mi si ascolti quando parlo, che le mie domande abbiano risposte adeguate.
Ho voglia di vivere le emozioni che provo.
